Promuovere una genitorialità equilibrata: Strategie per conciliare lavoro e cura dei figli nei primi anni di vita
Come pensi si possa intervenire, se ritieni sia necessario, nella gestione della genitorialità nei primi anni di vita dei bambini?
Spesso le neomamme preferiscono licenziarsi perchè incontrano grandi difficoltà nel riuscire a lavorare e prendersi cura dei propri figli contemporaneamente, inoltre gli asili nido hanno dei costi alti, mentre gli stipendi sono bassi ed i nonni spesso lavorano ancora e quindi non possono dare il loro supporto. Per far fronte a queste problematiche, alcune volte le famiglie ricorrono al lavoro part-time. Si tratta di una scelta con elevati costi a livello personale e professionale. Esistono possibili strategie per conciliare la vita famigliare, di mamme e papà, con quella lavorativa, così da non sentirsi costrette a lasciare il lavoro come ad esempio utilizzare reti sociali e familiari, utilizzare congedi di maternità e paternità, affidarsi ad asili e servizi pubblici ed appoggiarsi al welfare aziendale.
Strategia familiare e reti sociali, cioè ricorrere alla rete parentale, o meglio ai nonni. Una strategia, però, sempre meno sostenibile considerando l’invecchiamento della popolazione, l’aumento dell’età media delle madri e l’allungamento della vita lavorativa dei nonni. In alternativa, per chi non può avvalersi dell’aiuto dei nonni, le reti sociali possono essere costituite da amici, colleghi, familiari o da altre famiglie.
Strategie pubbliche ed asili è un servizio importante per le famiglie ma ancora insufficiente come offerta quantitativa, a costi molto elevati, e vi è molta disparità nella disponibilità di servizi per la prima infanzia sul territorio, i governi locali dovrebbero svolgere un ruolo fondamentale per il benessere delle famiglie incrementando le strutture.
Strategia del congedo familiare, come i congedi di maternità ed i congedi parentali. Sono gli istituti che più di tutti hanno un rilevante effetto positivo sul benessere delle famiglie favorendo il rientro delle mamme al lavoro. Tra questi il congedo di maternità obbligatoria e il congedo parentale, che include anche i padri. Infine il congedo di paternità obbligatorio, introdotto con la legge “Fornero” e modificato nel 2016 prevede due giorni di congedo obbligatorio, più due giorni di congedo facoltativo retribuiti al 100% dello stipendio, da utilizzare entro i primi 5 mesi di vita del figlio. Attualmente la maggior parte dei contratti di lavoro sia pubblico che privato prevedono che la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre abbiano diritto a permessi e congedi che permettono di assentarsi dal lavoro senza perdere il posto e mantenendo, in alcuni casi, anche la retribuzione. Esistono, infatti, casi in cui l'assenza viene comunque retribuita e casi in cui, invece, non si riceve un compenso, ma non si rischia il licenziamento.
Strategie aziendali, cioè sempre più aziende mostrano una maggiore attenzione al benessere dei propri dipendenti. I benefici di un sistema di welfare aziendale sono molteplici, tra questi vi è la riduzione dei costi per assenteismo e turnover dei dipendenti. Oltre ai benefici economici ci sono benefici riguardanti la maggiore motivazione e all’attaccamento dei lavoratori e delle lavoratrici all’azienda. Sta sempre più prendendo piede, ad esempio, lo Smart Working, una modalità che permette a lavoratori e lavoratrici una maggiore autonomia e flessibilità nei tempi e spazi per il proprio lavoro.
In conclusione, secondo me, per supportare le lavoratrici madri, bisognerebbe incrementare queste strategie affinchè si dia la possibilità per le mamme di lavorare e di trovare un equilibrio soddisfacente tra vita personale e vita lavorativa. Per fortuna sono sempre di più i nuclei familiari dove sono entrambi i genitori a prendersi cura dell’organizzazione domestica e dei figli, ma in molte altre permane il retaggio culturale che vuole sia esclusivamente la mamma a farsi in quattro per fare quadrare tutto.
Voi come gestireste questo? I figli dovrebbero venir curati nei primi anni dalla madre o dal padre?

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