Diritti delle donne - il libro "Il cacciatore di acquiloni"
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Le donne nella storia,
dal medioevo fino ad ora, hanno avuto una continua emancipazione a seconda del
periodo.
La prima grande conquista
delle donne è stata il diritto di voto nel 1946, e nel
1948
la Costituzione repubblicana ha esteso alle donne il diritto di accedere in condizioni di uguaglianza
a tutti gli uffici pubblici e alle cariche elettive.
Negli anni 50 e 60 sono state introdotte importanti norme sulla tutela della
lavoratrice madre, il divieto di licenziamento durante la
gestazione, l’astensione obbligatoria prima e dopo il parto. Oggi la vita delle
donne, soprattutto in
Occidente, è molto migliorata, ma nel resto del mondo come ad esempio in
Afghanistan la lotta per il rispetto dei diritti femminili non è ancora finita.
Le
libertà e i diritti delle donne sono fortemente ridotti a
causa dell’imposizione delle leggi religiose, e le condizioni di vita di molte
donne sono pessime e non hanno la possibilità di studiare, di lavorare, di
scegliere come vestirsi e di uscire da sole.
La situazione è molto
arretrata e le donne non hanno diritti ma dipendono esclusivamente dalla
volontà degli uomini (padri o mariti) che prendono tutte le decisioni per conto
loro. La condizione della
donna è strettamente legata alla storia del paese in cui vive.
Alcune condizioni
della donna in Afganistan sono descritte molto bene nel libro "Il
cacciatore di aquiloni", di Hosseini, si descrivono delle imposizioni che hanno solo le
donne come ad esempio i matrimoni combinati, la richiesta della mano della
sposa al padre, le fidanzate che non possono essere presenti alla loro festa di
fidanzamento, le donne non possono parlare liberamente.
Le condizioni
delle donne in Afganistan sono peggiorate con l'arrivo dei Talebani che le
hanno private di tutti i diritti fondamentali, presenti in un paese democratico
come il diritto all'educazione, infatti hanno chiuso le scuole femminili, il
diritto al lavoro, costringendole a restare a casa, il diritto di ricevere
assistenza medica, di muoversi, parlare, ridere e pensare liberamente.
Nel libro “Il Cacciatore di Aquiloni” vengono
descritte tre figure di donne con condizioni di vita diverse.
Sanaubar, di etnia hazara, madre di Hassan, vuole avere una vita diversa, infatti non vuole
essere né moglie e né madre, per cui scappa con una compagnia di ballerini e
cantanti girovaghi lasciando il marito e il figlio. Tornerà dal figlio solo successivamente
ma vestita col burqa e questo mette in evidenzia che la libertà che aveva
avuto in precedenza, era finita con l'arrivo al potere dei Talebani.
La madre del narratore, è
di etnia Pashtun, ed insegnante universitaria. E’ una donna molto intelligente
e colta che appartiene ad una famiglia di alto rango e possiede delle libertà ma
soprattutto ha delle parità con il sesso maschile.
Soraya, la futura moglie del protagonista è una ragazza
ribelle ed in contrasto con i genitori, che vorrebbero farla studiare per
diventare medico o avvocato, ma Soraya vorrebbe insegnare. Quindi Soraya scappa
di casa con un uomo drogato, il padre riesce a riportarla a casa e sarà
costretta a tagliarsi i capelli come punizione e soprattutto segregata in casa
per mesi. La fuga ha segnato il destino della ragazza perchè si è rovinata la
reputazione, pertanto nessun uomo afgano la vorrà sposare. Solo il protagonista
la chiederà in sposa, a quel punto Soraya è costretta a raccontare il suo
passato e che ha dovuto scontare il suo errore in quanto donna se fosse stata
uomo non le sarebbe successo nulla.


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